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Course Content
Modulo 1
Basi teoriche del corso
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Modulo 2
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Formazione per agenti di uguaglianza

Leggi queste frasi:

  • “Abbiamo bisogno di qualcuno giovane”.
  • “Meglio una donna delle pulizie”.
  • “Non si adatta al nostro ambiente”.
  • “È troppo emotiva per questo ruolo”.

Sono solo descrizioni?
Stanno già causando esclusione?

Il linguaggio non è mai neutro.
Ciò che appare “normale” o “ovvio” spesso porta con sé presupposti e norme nascoste.

Norme che creiamo

Ogni gruppo – spesso inconsapevolmente – sviluppa un modo “normale” di:

  • parlare
  • scherzare
  • vestirsi
  • comportarsi

Le persone che non rientrano in questi schemi possono essere:

  • ignorate
  • derise
  • escluse

Non sempre è intenzionale – ma ha sempre conseguenze.

Il linguaggio come strumento di potere

Le parole possono rafforzare le gerarchie esistenti o metterle in discussione.
Decidono chi “si adatta” e chi resta ai margini.

Il linguaggio è uno strumento di potere.

Prova diversamente

Riformula le seguenti frasi in modo non discriminatorio:

  • “Abbiamo bisogno di una persona giovane”.
  • “Meglio addetta alle pulizie”.
  • “Non adatta al contatto con il pubblico”.

Fai a te stesso la domanda:

Quale reale esigenza stai cercando di esprimere?

Si tratta di esperienza? Stile comunicativo? Competenze relazionali?
Definirlo con precisione aiuta a evitare semplificazioni e pregiudizi.

Le parole hanno conseguenze

  • rafforzano stereotipi
  • creano aspettative
  • influiscono sulle decisioni

Il modo in cui parliamo delle persone influisce sulle loro opportunità –
durante un colloquio, nel team, nello sviluppo professionale.

Prestare attenzione al linguaggio non è una formalità.
È una responsabilità professionale.